recent works




Vanitas #2
2010 - 2018
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VANITAS (2010 - 2018)
Ho dedicato una serie ai tanti teschi della storia dell’arte, in una sorta di “Vanitas di tutte le Vanitas”. Le immagini, invertite in negativo e virate in un rosso sanguigno, si trasformano nelle ideali radiografie di una medesima volontà di esorcizzare la morte, evidenziando ciò che le accomuna al di là delle varie epoche e luoghi.

L.G.B.T.I.+
2018
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Una nuova rivisitazione della Gioconda è aggiornata sui tempi che corrono. Essa richiama la versione baffuta di Duchamp, stavolta però invece del sesso ho invertito l’immagine, sottolineandone l’ambiguità originaria. In luogo dell’irriverente sigla L.H.O.O.Q.,  sta un logo formalmente simile e che rimanda sempre alla sfera sessuale: il celebre L.G.B.T.I.+ (lesbian-gay-bisexual-transgender-intersexed-plus...). Questa nuova Gioconda è un invito ad accogliere l’identità di genere in tutte le sue forme, il manifesto di una libertà sessuale ancora e sempre da conquistare e difendere.

Land Of The Spotten Eagle (d’après Lothar Baumgarten)
2018
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Ho “integrato” un celebre lavoro dell’artista concettuale Lothar Baumgarten sostituendo i nomi delle tribù di nativi americani sparse sul territorio degli Stati Uniti, da lui sovrapposte al capo di un’aquila simbolo degli USA, con i loghi di Mac Donald’s, che richiamano il volo del rapace. Si tratta di un ritratto altrettanto fedele degli USA, anche se la distribuzione della nota catena di hamburger è ben più capillare di quella delle riserve indiane. Per un confronto: https://www.tate.org.uk/art/artworks/baumgarten-land-of-the-spot- ted-eagle-p77488.



ICONE D’APRES (2017 - 2018)
Una serie recente è rappresentata dalle “Icone d’après”, nelle quali rielaboro opere d’arte e celebri icone. Gli interventi sono volti ora a portare alla luce significati latenti, ora a innescarne di inediti. Le fonti possono essere le più disparate, dall’archeologia, alla storia dell’arte, alla pubblicità, alla cronaca. 


Waves (d’après Hokusai)
2018
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Si tratta della sovrapposizione delle celebri onde di Hokusai con l’immagine di una centrale nucleare. Il rimando è all’incidente nucleare di Fukushima, in seguito al quale una serie di fughe radioattive si riversarono in mare.

Ceci n’est pas un Oliviero Toscani (d’après Charlie Hebdo)
2018
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In un articolo dedicato all’arte politicizzata (https://www.artribune.com/ar- ti-visive/arte-contemporanea/2018/09/critica-artisti-politica/) ho modificato una brutta vignetta di Charlie Hebdo dedicata al disastro di Ponte Morandi a Genova. Il logo-Benetton allude alle celebri reclame di Oliviero Toscani, le quali non disdegnavano immagini tragiche o scandalose.

Marinaretta (d’aprés Marina Abramovic)
2018
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Ho “rettificato” (da cui l’ironico titolo) il manifesto ideato da Marina Abramovic per la regata Barcolana di Trieste con un d’après, oltre che in una “Lezione di critica” in cui illustro il corretto giudizio di un’icona (https://www. artribune.com/arti-visive/arte-contemporanea/2018/08/polemica-bar- colana-marina-abramovic-roberto-ago/). Il manifesto, infatti, non solo ha innescato un’inutile polemica, ma è stato da molti frainteso, Abramovic in testa.

Trompe l’oeil (d’après Man Ray)
2018
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Il celebre “Le violon d’Ingres” di Man Ray vede il tatuaggio realistico di un ocello apparire sulla schiena di Kiki in luogo delle due posticce chiavi di violino. Il tromp l’oeil è insieme letterale e metaforico, intersecando differenti registri (estetici, retorici, ontologici). L’ocello allude anche alla sua funzione apotropaica, facendo della modella oggettivata da Ray un volto mostruoso che osserva lo spettatore con piglio vagamente surrealista.



Somewhere in Time
2011-2018
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SOMEWHERE IN TIME (2011 - 2018)
A partire dal 2011 ho dedicato un’indagine iconografica all’attentato delle Torri Gemelle, intitolata “Somewhere in Time”. I vari dittici, tra loro indipendenti ma anche compendiabili in differenti selezioni, illustrano un mio saggio scritto dedicato all’evento, il quale fa parte di una ricerca più ampia relativa a un’estetica di impronta sacrificale.



Somewhere in Time
2011-2018
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ICONE ALLO SPECCHIO (2006 - 2018)
Il ciclo “Icone allo specchio” assume i motori di ricerca e la tecnica dell’accostamento di icone di warburghiana memoria come spunto per dei confronti iconografici dai temi più svariati, i quali innescano significati ogni volta inediti. Anche i supporti raccontano la loro storia, fatta di immagini ora scansionate da vecchi libri, diapositive e pellicole, ora scaricate da web e telefonini. Gli accostamenti possono essere singoli o plurimi, stampati, proiettati o esposti su monitor (uno verticale e uno orizzontale). Una loro collezione virtuale è attualmente in corso su Exibart.com: 
http://www.exibart.com/notizia.asp?IDNotizia=59187&IDCategoria=244.



Il Grande Altro
2018
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Una vecchia foto in bianco e nero dei Moai di Rapa Nui è accostata all’immagine sgranata di un osservatorio astronomico in Australia. Il carattere vetusto di entrambi i documenti accentua un’esigenza senza tempo dell’uomo: quella di porsi in ascolto del “Grande Altro”, nella speranza che emetta un segnale possibilmente di pace, non importa se sub specie di pioggia o di onde gravitazionali.



Up and Down
2010
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“Si lasci per esempio fluire della sabbia: formerà una figura regolare, un cono che, salvo un intervento esterno, segue la forma che gli viene conferita dalla forza di gravità. Alain non si stupiva della longevità delle piramidi: sono infatti monumenti la cui costruzione porta insita l’idea del crollo”. (Roger Caillois)



Abyss
2016
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Una celebre opera di Cattelan è l’ideale contrappunto di un gruppo di cavalli dipinti su una parete della grotta di Chauvet, determinandosi come l’Alpha e l’Omega della Storia dell’Arte occidentale. Un simbolo della forza vitale si inabissa nel muro di un museo per riemergere dalle pareti di roccia della caverna, e via di nuovo, determinandosi un circolo dalle molteplici valenze.



Women
2017
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Una serie di donne africane con dei recipienti sulla testa è associata alle celebri cariatidi dell’Eretteo di Atene. L’accento è posto sul ruolo di “pilastri della società” delle donne di ogni epoca e luogo, spesso associandosi all’idea di sfruttamento e fatica. Ma i differenti fardelli raccontano storie tra loro molto diverse, che tocca allo spettatore ricostruire.



Coinema e Icona #1 (d’après Pornohub et Marcel Duchamp)
2010
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A partire dall’importante saggio dello psicoanalista Franco Fornari, intitolato Coinema e icona, ho reso manifeste le fonti “latenti” che ispirarono i tre più celebri ready made duchampiani, tutti inequivocabilmente rinvianti alla sfera sessuale.

Double bind
2013
2’

Una rima diacronica interna a 2001: Odissea nello Spazio, passata inosservata alla critica, rivela un “double bind” forgiato sull’invito contraddittorio a “uccidere/non uccidere”. Assieme a molti altri elementi, esso è alla radice della mia tesi di laurea in Filosofia (110 e Lode), che in seguito ad ulteriori sviluppi verrà pubblicata sotto forma di libro monografico decicato alla celebre pellicola di Stanley Kubrick.



Rex
2018
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Due simboli della modernità in connessione  raccontano di Esposizioni Universali, Musei della Scienza e tanto altro ancora. Un fotografo fa capolino con il flash dietro il Tyrannosaurus Rex, immortalando lo spettatore  e coinvolgendolo nella storia/Storia.



Run
2018
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Il confronto fra due serie di strumenti per molti versi simili, a cominciare dalla proverbiale levigatezza, seppur appartenenti a epoche tra loro remotissime suggerisce come la corsa dell’uomo sia statica e dinamica a un tempo. Diversi i temi evocati, dall’invecchiamento precoce delle tecnologie alle differenti patine che il tempo disegna sui manufatti. Foto comprese, l’una tratta da un vecchio libro e l’altra da un i-Phone.




La Danza
2018
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Una sorta di zoom a due fotogrammi rivela che un vortice di nuvole arrossate dal tramonto è in realtà un corteo di giganti che danzano in circolo sulla Terra.



Angel
2018
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Una versione più elaborata del dittico intitolato “La Danza” vede l’aggiunta di quattro simboli della Nike disposti tutto intorno a mo’ di ali, secondo un’iconografia dell’angelo tipicamente medievale. L’insieme simboleggia la divinità che la danza si propone di celebrare, e suggerisce come i meccanismi della pubblicità siano prossimi a quelli del sacro.



Coinema e Icona #2 (d’après Thomas Ruff et Marcel Duchamp)
2010
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Untitled (Up and Down)
2010
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”Si lasci per esempio fluire della sabbia: formerà una figura regolare, un cono che, salvo un intervento esterno, segue la forma che gli viene conferita dalla forza di gravità. Alain non si stupiva della longevità delle piramidi: sono infatti monumenti la cui costruzione porta insita l’idea del crollo”. (Roger Caillois)

Smile
2016
5’
Un lento zoom sul sorriso arcaico di una Kore è sovrapposto a quello beffardo del boss Luciano Liggio (intervistato da Enzo Biagi), per un confronto tragicomico di maschere e teatralità.



Trinità
2018
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L’architettura gotica di un tempio della Cristianità sembra disegnare il volo di un pipistrello, designandolo in quanto allegoria del Maligno. Si determina una sorta di sposalizio necessario tra Dio e Satana, come se l’uno fosse l’ombra dell’altro e la luce naturale che li illumina risultasse estranea a entrambi.



Attesa
2016
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Tre picchi del Gran Canyon sono associati a uno sciacallo egizio inciso nella roccia, evocandosi per influenza inversa le tre piramidi di Giza e il celebre coyote dei cartoon Disney. Tale indeterminazione storico-geografica intreccia uno scenario spazio-temporale sospeso, dove i ruoli di predatore e preda appaiono eternizzati.



Composizione
2018
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Il Modernismo non fu solo progetto utopico volto al perseguimento di un mondo migliore, ma anche l’inopinato piedistallo di un capitalismo ludico e obnubilante.



L’Orologiaio Cieco
2013
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Il titolo è tratto dall’omonimo, celebre lavoro del biologo evoluzionista Richard Dawkins.



Senza Titolo
2009
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Un ritratto del filosofo politico Norberto Bobbio è associato a due aquile con una serpe, dando vita a una sorta di vessillo araldico. L’evocazione del Mosè taumaturgo, capace di tramutare l’indomabile serpente in bastone di comando, allude agli sforzi della ragione di assoggettare la dialettica dei doppi evocata dalla doppia aquila, noto simbolo di potere.



Untitled (Sun’s)
2010
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SCRIPTS (2007 - 2018)
A partire dal 2007, forse per compensare la bulimia montante di immagini, ho ideato una serie di stampe su tela e carta cotone ridotte a due soli pixel, colorati con le due tinte principali dei soggetti descritti. Una serie di brevi testi in inglese e italiano prende il posto delle immagini, lasciando allo spettatore il compito di immaginare l’opera e il contesto espositivo di volta in volta narrati. Il senso non si limita, infatti, alla descrizione dell’opera, ma include le condizioni ambientali, sociali e ideologiche attraverso le quali è fruita.
Buddha
2017


Christ
2017

Mohammed
2017

Sculpture
2015

Human
2011

Tate Modern
2011

The Gioconda
2011

Timberland
2010

Wallpaper
2007